Pillola 1. Crisi energetica e Utility- Il rischio dei flussi di cassa
In questo particolare periodo storico, le Utility europee (per lo più i rivenditori) si ritrovano a far fronte a diverse minacce che possono compromettere la loro sopravvivenza.
Il primo problema è rappresentato dall’ incremento del costo della materia prima, il quale ha poi generato un inevitabile squilibrio tra incassi e pagamenti.
Se infatti i clienti finali pagano le bollette (rigorosamente d’obbligo il condizionale “se pagano” ) a 30 o 60 giorni, il fornitore deve pagare molto prima.
Ma le utility come gestiscono la cassa? Hanno liquidità sufficiente?
Kristian Ruby, segretario generale di Eurelectric, associazione europea che rappresenta più di 3.500 utility, ha lanciato un warning sull'incremento delle garanzie dovute dai produttori di energia elettrica ritenuto un rischio preoccupante.
Il rischio è un default a catena dal momento che le utility si coprono dalla volatilità dei prezzi con posizioni corte (al ribasso) mentre i listini chiedono di accantonare maggiore liquidità (collaterale) man mano che i prezzi salgono, soprattutto perché all'interno della stessa giornata, possono variare anche del 35%.
Non è detto che oggi le utility dispongano di tutta questa liquidità, talvolta chiedono aiuto alle banche attraverso linee di credito e la situazione, quindi, si sta facendo piuttosto complessa.
La negoziazione delle coperture in un mercato meno liquido, come si è visto spesso di recente, risulta più difficoltosa e maggiormente costosa per il fornitore (approfondisci l'articolo).
21 ottobre 2022
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